Luca
Foto Telethon

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Luca Galimberti

Atleta 

Discipline praticate:

 Canoa Kayak – Paracanoa: “Olimpica, Slalom, Fluviale”

Arrampicata Sportiva – Paraclimbing  

Sci alpino (monosci discesa e sci di fondo paralimpico )

Alpinismo

 Tennis tavolo – Squash

 

Il mio nome è Luca Galimberti, sono un ragazzo che fa parte di un gruppo di persone che hanno avuto la fortuna di avere una malattia rara.

Fortuna perché  uno dei pochi mezzi per contrastare l’evolversi della stessa, è la pratica fisica: lo sport.

L’allenamento, svolto al meglio, comunque comporta delle difficoltà, che se affrontate con grande forza d’animo permettono di concretizzare i nostri più irraggiungibili ideali.

La forza di volontà è il trampolino di lancio per riuscire nel mio intento, per conseguire obiettivi e raggiungere risultati.

L’attività fisica permette di superare quasi tutti gli ostacoli, specialmente per le persone che hanno delle disabilità; sono fermamente convinto che il potere della mente possa prevalere sul dolore, qualsiasi esso sia, ed è anche grazie all’attività motoria che si possono far regredire le nostre avversità.

E’ grazie a questa convinzione che ho deciso di mettermi in gioco, sfidando me stesso.

Mi rendo conto di essere fortunato anche perché molte persone gravitano intorno a me dandomi forza, coraggio e stimoli.

L’appoggio delle persone è per me fondamentale per riuscire in questa sfida, nella quale le mie sole forze in alcuni momenti potrebbero non bastare per superare gli ostacoli.

Sono affetto da una rara malattia genetica l’Adrenoleucodistrofia (ALD) dovuta a una mutazione del gene ABCD1, che è localizzato sul cromosoma X e dal Morbo di Addison, patologia a carattere endocrino.

L’ALD,  colpisce quasi esclusivamente i maschi, mentre le femmine sono di solito portatrici sane della mutazione.

Esistono forme diverse di Adrenoleucodistrofia, che vanno dalla più precoce e grave forma cerebrale infantile, alla più mite e tardiva Adrenomieloneuropatia (AMN).

In questa malattia si verifica l’accumulo di acidi grassi a catena molto lunga (VLCFA), che provocherebbe in modo ancora non del tutto chiarito la graduale distruzione della mielina – la guaina che avvolge e isola gli assoni – oppure la lenta degenerazione degli assoni stessi.

Inoltre, nella malattia è di solito colpito anche il surrene (il termine “adreno” indica il coinvolgimento delle ghiandole surrenali), con conseguente ridotta produzione degli ormoni steroidei che sono necessari per la sopravvivenza”.

Da quando i sintomi della malattia sono diventati più evidenti, la voglia di reagire è diventata la mia linea guida; anche nel periodo più difficile, quello legato al principio di paralisi, la voglia di combattere mi ha permesso di riemergere nei momenti di maggior sconforto.

Ho sempre praticato attività sportiva sin dalla prima giovinezza partecipando, da adolescente, alle mini-olimpiadi (giochi della gioventù) confrontandomi con atleti di tutto il mondo.

La fortuna, con la f maiuscola, di avere avuto basi solide da cui ripartire mi ha permesso di riuscire a dirigermi verso il sogno più grande: le Olimpiadi.

Un sogno che rientra nei desideri di qualunque atleta, un traguardo difficile da tagliare; in ogni caso considero il mio sogno chiamato Olimpiade qualsiasi opportunità realizzabile.

Condividere i valori dello sport è davvero importante; unifica i principi le ideologie e le persone; un grande mezzo che rilascia una costante energia nel tempo.

Grazie alla dimensione sport ho avuto la possibilità di immergermi in un mondo sempre più sorprendente e gratificante; ho incominciato a intraprendere percorsi nuovi, come le esperienze nel mondo delle scuole e presso le ’Università di Scienze Motorie di Rimini e Trieste, per portare grandi messaggi.

So di avere realizzato molto ma, sono convinto, di avere ancora grosse opportunità sia a livello personale sia a livello sportivo.

Il percorso intrapreso sin d’ora mi ha regalato davvero grossi successi; sono consapevole che solo con i grandi sacrifici riusciremo a migliorarci e crescere nel migliore dei modi.

Tutto ciò mi da grande forza e mi spinge verso nuovi orizzonti.

Per quanto riguarda il mio percorso sportivo mi ritengo molto soddisfatto dei risultati ottenuti sin ora; i titoli Italiani, Open e Internazionali  sono la prova lampante di come grazie anche al lavoro  di coloro i quali sono dietro le “quinte” medici, preparatori, fisioterapisti  si sia trovata la strada giusta verso il conseguimento di importanti traguardi.